
Etna, riprende l’attività della Voragine: emissione di cenere verso Nord-Ovest
Riprende l’attività stromboliana al Cratere Voragine dell’Etna. Emissione di cenere verso Nord-Ovest e situazione in costante evoluzione.
Le ultime notizie sull'attività dell'Etna: tremore vulcanico, eruzioni, cenere e situazione aggiornata con i dati di monitoraggio.

Riprende l’attività stromboliana al Cratere Voragine dell’Etna. Emissione di cenere verso Nord-Ovest e situazione in costante evoluzione.

Dopo giorni di intensa attività vulcanica, emissioni di cenere e disagi anche sul traffico aereo, i dati EtnaMonitor mostrano un netto calo del tremore vulcanico. Il segnale resta sopra la soglia alta, ma nelle ultime ore appare decisamente più stabile rispetto ai picchi registrati tra il 5 e il 6 luglio.

Dopo ore di cenere, disagi nei voli e attenzione alta sull’aeroporto di Catania, i dati EtnaMonitor mostrano un forte ridimensionamento del tremore vulcanico e segnali termici contenuti. Ma attenzione: calo non significa fine immediata dell’attività.

Dopo ore di valori elevati e una fase eruttiva intensa, il tremore vulcanico dell’Etna mostra un netto rientro rispetto al picco registrato nella notte. Il segnale sembra avvicinarsi ai valori pre-fase acuta, ma non è ancora tornato pienamente alla normalità.

Negli ultimi 30 giorni il tremore vulcanico dell’Etna mostra una tendenza progressiva all’aumento, con un’accelerazione più evidente nell’ultima settimana. L’analisi dei dati della stazione ECPN evidenzia valori in crescita e un’attività attualmente su livelli elevati.

Nuova attività effusiva sull’Etna nell’alta Valle del Bove: una piccola colata lavica è stata osservata a quota 3000 metri. Tremore vulcanico in aumento, monitoraggio in corso.

Nella notte del 2 giugno una forte scossa di terremoto al largo della costa calabra è stata avvertita anche in Sicilia. Pochi minuti dopo, EtnaMonitor ha rilevato un’anomalia nella stazione ECPN e ha inviato un alert automatico agli utenti Telegram. Ecco cosa è successo e cosa significa davvero.

EtnaMonitor passa a dati sismici reali INGV: maggiore precisione, analisi avanzata e nuove funzionalità in arrivo.

Il tremore vulcanico dell’Etna ha mostrato un aumento nelle ultime ore, raggiungendo valori superiori ai livelli registrati nei giorni precedenti. Il fenomeno è monitorato costantemente perché può indicare movimenti di magma o variazioni nella pressione interna del vulcano.

Negli ultimi giorni il tremore vulcanico dell’Etna si mantiene nella cosiddetta fascia gialla. In questo articolo spieghiamo cosa indica realmente questo livello, come interpretare correttamente i grafici e perché “fascia gialla” non significa automaticamente allarme.

Il NOAA ha emesso un’allerta per una tempesta geomagnetica di classe G4, causata da una recente attività solare intensa. L’evento potrebbe avere effetti anche in Italia, con possibili disturbi ai sistemi satellitari e radio, ma senza rischi diretti per la popolazione.

Nel pomeriggio del 18 gennaio 2026, il sistema di monitoraggio di EtnaMonitor ha rilevato un’anomalia significativa nei segnali sismici, poche decine di minuti prima del terremoto di magnitudo 4.0 avvenuto nel Messinese. Leggi l’articolo completo.

Due forti scosse di terremoto hanno colpito la Romagna nella mattinata del 13 gennaio 2026, generando paura e numerose evacuazioni. Ma che legame c’è con l’Etna? In questo articolo spieghiamo perché si tratta di fenomeni completamente diversi e cosa ci insegnano sul monitoraggio

Alle 5:53 una scossa ha svegliato migliaia di persone in Sicilia e nel Sud Italia. In molti parlano di due scosse e di un evento avvertito anche lontano. Facciamo chiarezza su cosa è successo e su cosa mostrano i dati di EtnaMonitor.

L’INGV comunica la cessazione dell’alimentazione del campo lavico tra Rocca Musarra e Rocca Capra. Il tremore vulcanico è rientrato su valori medi e non si osservano deformazioni significative del suolo. La situazione resta sotto costante monitoraggio.

Una scossa di magnitudo 2.8 è stata registrata sull’Etna alle 13:50 locali del 5 gennaio 2026. Analizzando i dati del tremore vulcanico, emerge una variazione temporale coerente con l’evento sismico, osservabile nel contesto dell’attività effusiva in corso.

Nella serata odierna numerose segnalazioni hanno riportato la presenza di un bagliore rosso sull’Etna, visibile da diversi centri abitati dell’area orientale. Le immagini e le osservazioni suggeriscono un fenomeno localizzato a bassa quota, compatibile con possibile attività vulc

Analizziamo l’andamento del tremore vulcanico dell’Etna nelle ore successive al parossismo: calo, stabilizzazione e cosa indica la curva aggiornata di oggi.
Nella mattinata del 27 dicembre 2025 si è verificato un parossismo con fontane di lava. Analizziamo l’andamento del tremore vulcanico nelle ore precedenti attraverso i dati di EtnaMonitor.

Il 24 dicembre 2025 il tremore vulcanico dell’Etna ha mostrato un cambiamento chiaro e persistente, anticipando l’attività delle ore successive. Nello stesso intervallo temporale, anche il resto del pianeta è stato interessato da eventi naturali significativi.

Nella mattinata del 26 dicembre 2025 l’Etna ha mostrato una nuova attività eruttiva dal Cratere di Nord-Est. Nei giorni e nelle ore precedenti, i dati di monitoraggio avevano evidenziato un aumento persistente del tremore vulcanico.

Nella giornata di oggi, il sistema di monitoraggio EtnaMonitor ha rilevato un superamento della soglia di tremore vulcanico, attivando per la prima volta un alert automatico basato su dati ufficiali INGV.
22 novembre 2025 – Napoli. Nel tardo pomeriggio di oggi un piccolo sciame sismico è stato avvertito nell’area dei Campi Flegrei, percepito dalla popolazione tra Napoli, Pozzuoli e le zone limitrofe.

In questo articolo spieghiamo — in modo semplice ma tecnico — i veri segnali che anticipano un aumento dell’attività vulcanica dell’Etna. Fenomeni spiegati, grafici interpretati, miti sfatati.
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