Negli ultimi 30 giorni il tremore vulcanico dell’Etna ha mostrato una tendenza in aumento sempre più evidente, con una crescita particolarmente marcata nella parte finale del periodo analizzato. L’analisi riguarda i dati della stazione ECPN – Cratere del Piano, una delle stazioni di riferimento per il monitoraggio del tremore vulcanico dell’Etna. Il grafico, visualizzato in scala logaritmica, consente di osservare meglio l’evoluzione del segnale anche in presenza di variazioni importanti dei valori. Una crescita progressiva del segnale Il dato più interessante non è rappresentato soltanto dal valore raggiunto nelle ultime ore, ma dall’andamento complessivo della curva. Negli ultimi 30 giorni, infatti, il tremore non mostra semplicemente un picco improvviso e isolato, ma una crescita progressiva, con normali oscillazioni intermedie, che negli ultimi giorni è diventata più evidente e persistente. Nella prima parte del periodo osservato, i valori si mantenevano prevalentemente su livelli più contenuti, generalmente compresi tra circa 1600 e 2200 nm/s. Successivamente, la curva ha iniziato a salire in maniera graduale, fino a raggiungere valori decisamente più elevati nella fase più recente. Il confronto tra inizio e fine periodo Il confronto tra le medie evidenzia con chiarezza il cambio di regime del segnale. Nei primi 7 giorni del periodo analizzato, la media del tremore è stata di circa 1955 nm/s. Negli ultimi 7 giorni, invece, la media è salita a circa 4379 nm/s. Questo corrisponde a un incremento medio di circa +124% rispetto alla fase iniziale del periodo osservato. Il dato diventa ancora più significativo se si considera l’andamento degli ultimi 3 giorni, durante i quali il tremore si è mantenuto su valori elevati, con una media di circa 5586 nm/s. L’ultimo valore disponibile nel dataset analizzato è pari a circa 8775 nm/s, valore che rappresenta anche il massimo registrato nell’intero periodo considerato. Stato attuale del tremore Al momento dell’analisi, EtnaMonitor classifica lo stato del tremore come “Attività alta”. Questo indica una fase di maggiore energia del sistema vulcanico rispetto alla parte iniziale del periodo osservato. È importante sottolineare che un aumento del tremore vulcanico non significa automaticamente l’arrivo imminente di un evento eruttivo. Il tremore è uno degli indicatori utili per seguire l’evoluzione dell’attività dell’Etna, ma deve essere sempre interpretato insieme ad altri parametri, come attività sismica, deformazioni del suolo, osservazioni visive, emissioni di gas e dati satellitari. Cosa suggerisce questa fase L’attuale andamento suggerisce che il sistema vulcanico stia attraversando una fase di incremento energetico, con un segnale di tremore che negli ultimi giorni appare più intenso e più persistente. La crescita risulta quindi significativa non solo per il valore massimo raggiunto, ma soprattutto perché si inserisce in una tendenza di aumento quasi continuo osservabile nell’arco delle ultime settimane. EtnaMonitor continuerà a seguire l’evoluzione del tremore vulcanico in tempo reale, aggiornando i dati disponibili e monitorando eventuali variazioni significative del segnale. Nota importante Le informazioni pubblicate da EtnaMonitor hanno finalità divulgative e di monitoraggio indipendente. Per comunicazioni ufficiali, allerte e valutazioni di rischio si rimanda sempre agli enti competenti, in particolare INGV, Dipartimento della Protezione Civile e autorità locali.