Una nuova attività effusiva è stata osservata sull’Etna nell’alto settore della Valle del Leone, nell’area dell’alta Valle del Bove, a una quota di circa 3000 metri sul livello del mare. Secondo quanto comunicato dall’INGV – Osservatorio Etneo e riportato nelle ultime ore, l’attività è stata rilevata attraverso osservazioni di campagna da parte del personale dell’Istituto. La fenomenologia sta producendo una piccola colata lavica, che al momento risulta debolmente alimentata. La zona interessata si trova in area sommitale, lontana dai centri abitati. Per questo motivo, allo stato attuale, non vengono segnalati rischi diretti per la popolazione o per le infrastrutture. Cosa sta succedendo sull’Etna L’attività effusiva riguarda una porzione elevata del vulcano, tra la Valle del Leone e l’alta Valle del Bove. Si tratta di un’area frequentemente interessata da fenomeni eruttivi sommitali o subterminali, dove la lava può scorrere in zone desertiche, caratterizzate da cenere, lapilli e vecchie colate. La colata lavica osservata nelle ultime ore viene descritta come piccola e debolmente alimentata. Questo significa che, almeno in questa fase, l’emissione di lava non appare particolarmente intensa. Tuttavia, come spesso accade sull’Etna, l’evoluzione può cambiare nel giro di ore o giorni. Alcune attività iniziano in modo modesto e poi aumentano gradualmente, mentre altre restano confinate e si esauriscono senza grandi variazioni. Attività stromboliana alla Voragine Nelle ore notturne è stata inoltre segnalata una debole e irregolare attività esplosiva stromboliana al cratere Voragine. L’attività stromboliana consiste in esplosioni intermittenti, generalmente legate alla risalita e alla liberazione di gas all’interno del sistema magmatico. Nel caso specifico, l’attività viene descritta come debole e non continua. Dal punto di vista sismico, l’elemento più interessante è il costante aumento del tremore vulcanico osservato da alcuni giorni. Le sorgenti del tremore risultano attualmente localizzate in corrispondenza del cratere Voragine, a una quota di circa 2900 metri sul livello del mare. Cratere di Nord-Est e deformazioni del suolo L’attività infrasonica risulta localizzata al Cratere di Nord-Est, con ampiezza e numero degli eventi su valori medi. Un dato importante riguarda le deformazioni del suolo: al momento non vengono segnalate variazioni significative nelle serie temporali delle stazioni di monitoraggio. Questo aspetto è rilevante perché le deformazioni possono indicare pressurizzazioni o movimenti del sistema vulcanico più profondi o estesi. In questa fase, quindi, l’attività appare localizzata e costantemente monitorata. C’è rischio per i paesi etnei? Al momento non risultano indicazioni di rischio per i centri abitati. La colata si trova in una zona sommitale e impervia, distante dai paesi del versante orientale. Non ci sono, allo stato attuale, segnali evidenti di una migrazione dell’attività verso quote più basse. Resta comunque fondamentale seguire gli aggiornamenti ufficiali dell’INGV, della Protezione Civile e delle autorità competenti, soprattutto nel caso in cui l’attività dovesse intensificarsi o modificare direzione. Attenzione per escursionisti e curiosi Anche se l’eruzione può apparire spettacolare, l’area interessata si trova in quota e in un ambiente difficile da raggiungere. Bocche effusive, fronti lavici, terreni instabili, gas vulcanici e condizioni meteo improvvise possono rappresentare un pericolo concreto per chi non ha esperienza. In particolare, durante il periodo estivo, un ulteriore rischio è rappresentato dai temporali pomeridiani che possono formarsi rapidamente sull’Etna, con fulmini e scarsa visibilità in aree aperte e prive di ripari. Per questo motivo è consigliabile osservare l’attività solo da punti sicuri e autorizzati, evitando iniziative autonome nelle aree sommitali. Monitoraggio in corso L’evoluzione dell’attività resta sotto osservazione. I parametri più importanti da seguire nelle prossime ore saranno il tremore vulcanico, l’attività infrasonica, le immagini delle telecamere di sorveglianza e l’eventuale evoluzione della colata lavica. EtnaMonitor continuerà a seguire gli aggiornamenti sull’attività del vulcano, con particolare attenzione all’evoluzione della colata in alta Valle del Bove e ai segnali provenienti dai crateri sommitali.