Aggiornamento Etna – 19 agosto 2026. Dopo la breve fase di quiete osservata nelle ore precedenti, l’Etna mostra un nuovo cambiamento significativo. A partire dalle 03:00 UTC circa, le 05:00 in Italia, l’INGV – Osservatorio Etneo ha osservato la ripresa dell’attività stromboliana al Cratere Voragine, accompagnata da un’emissione di cenere vulcanica in dispersione verso il quadrante meridionale.

Tremore vulcanico nuovamente su valori alti

La ripresa dell’attività è stata accompagnata da una rapida variazione dei parametri geofisici.

Secondo il comunicato INGV, dalle 02:00 UTC circa l’ampiezza media del tremore vulcanico ha mostrato un repentino incremento, tornando nell’intervallo dei valori alti.

Le sorgenti del tremore sono state localizzate nell’area del Cratere di Nord-Est, a una quota compresa tra circa 1.800 e 2.000 metri sul livello del mare.

Anche l’attività infrasonica ha registrato un notevole aumento a partire dalle 02:00 UTC, con eventi localizzati prevalentemente nell’area del Cratere di Nord-Est e ampiezze che hanno raggiunto valori elevati.

Cenere vulcanica verso Sud, VONA arancione

L’attività stromboliana alla Voragine sta producendo una debole emissione di cenere che, secondo i modelli previsionali, viene dispersa verso il quadrante meridionale.

Il VONA (Volcano Observatory Notice for Aviation) emesso alle 03:52 UTC mantiene il codice colore ARANCIONE e segnala una debole emissione di cenere in corso diretta verso Sud.

La situazione rimane quindi sotto osservazione, soprattutto per quanto riguarda l’evoluzione dell’attività esplosiva e l’eventuale produzione di cenere vulcanica.

Cosa mostrano le deformazioni del vulcano

Per quanto riguarda le deformazioni del suolo, la rete GNSS non mostra variazioni significative.

Dalle 02:30 UTC circa, tuttavia, alcune stazioni clinometriche dell’area sommitale hanno registrato variazioni nei rispettivi trend. La stazione di Cratere del Piano ha accumulato variazioni di pochi decimi di microradiante, un segnale indicato dall’INGV come coerente con l’inizio di un processo di deflazione.

Non si tratta dell’inizio di una nuova eruzione

È importante contestualizzare correttamente l’aggiornamento.

Nella giornata del 18 agosto, l’INGV aveva comunicato la cessazione dell’attività esplosiva alla Voragine alle 00:00 UTC e il rapido calo del tremore vulcanico. L’attività effusiva, però, non era terminata.

Nello stesso aggiornamento risultava infatti ancora alimentato il flusso lavico proveniente dalla bocca a circa 1.900 metri in Valle del Bove, mentre all’alba del 18 agosto si era aperta un’ulteriore bocca eruttiva a circa 3.100 metri di quota.

Quello osservato oggi rappresenta quindi una ripresa dell’attività stromboliana alla Voragine all’interno di una fase eruttiva già in corso, e non necessariamente l’inizio di una nuova eruzione distinta.

EtnaMonitor continua a seguire l’evoluzione

La situazione dell’Etna può evolvere rapidamente e i parametri possono cambiare nel corso delle prossime ore.

EtnaMonitor continuerà a seguire l’andamento del tremore vulcanico, l’attività dei crateri e i prossimi comunicati ufficiali, aggiornando le informazioni in caso di variazioni significative.

Ultimo aggiornamento dell’articolo: 19 agosto 2026.