Cenere sull’Etna oggi: una colorazione più rossastra del solito

Nella giornata di oggi, 24 settembre 2026, l’Etna è tornato a produrre una significativa emissione di cenere dai crateri sommitali.

Secondo gli aggiornamenti disponibili, la nube eruttiva ha raggiunto un’altezza di circa 4 chilometri e si disperde prevalentemente verso Sud-Sud-Est. L’INGV – Osservatorio Etneo ha inoltre emesso un VONA di colore rosso per l’aviazione.

Nel corso della giornata sono state introdotte anche alcune restrizioni all’operatività dell’aeroporto di Catania, pur mantenendo lo scalo operativo.

Ma c’è un particolare che ha attirato l’attenzione di molti cittadini: la cenere caduta oggi appare in alcuni casi più marrone-rossastra rispetto alla tipica sabbia vulcanica grigio-nera dell’Etna.

Perché la cenere dell’Etna può apparire rossa?

Quella che comunemente chiamiamo “cenere” vulcanica non è il residuo di una combustione.

È formata da minuscoli frammenti di:

  • vetro vulcanico;
  • cristalli;
  • materiale magmatico;
  • frammenti di rocce più antiche presenti nel sistema vulcanico.

La proporzione tra questi materiali può cambiare anche sensibilmente da un episodio eruttivo all’altro.

Ed è proprio questa variabilità che può influenzare il colore della cenere depositata al suolo.

Una possibile spiegazione: il ferro ossidato

Una delle ipotesi più interessanti riguarda la presenza di minerali contenenti ferro.

Quando il ferro presente nelle rocce vulcaniche viene sottoposto a processi di ossidazione può produrre composti caratterizzati da tonalità che vanno dal marrone al rosso-ruggine.

Uno degli esempi più conosciuti è l’ematite, un ossido di ferro che può conferire alle rocce e ai sedimenti una tipica colorazione rossastra.

In determinate condizioni, quindi, la presenza di una maggiore quantità di materiale vulcanico già ossidato potrebbe contribuire alla particolare tonalità osservata oggi.

Non tutta la cenere espulsa dall’Etna è uguale

Durante una fase esplosiva, il vulcano non espelle necessariamente soltanto magma appena risalito.

Le esplosioni possono anche frammentare ed espellere parti delle pareti interne dei crateri e dei condotti vulcanici.

Questi frammenti di rocce più antiche vengono chiamati litici.

Se durante un determinato episodio viene espulsa una maggiore quantità di materiale litico alterato o ossidato, il deposito di cenere può assumere una colorazione diversa rispetto ad altri eventi.

Questo significa che due emissioni di cenere provenienti dallo stesso vulcano possono produrre depositi visivamente molto differenti.

Significa che il magma dell’Etna è cambiato?

Non necessariamente.

Il colore della cenere, da solo, non permette di stabilire se sia cambiata la composizione del magma o se stia avvenendo qualcosa di insolito all’interno del sistema vulcanico.

Per determinarlo con precisione sarebbero necessarie analisi mineralogiche e geochimiche dei campioni raccolti.

La tonalità osservata può infatti dipendere da diversi fattori:

  • quantità di materiale magmatico fresco;
  • presenza di frammenti litici;
  • grado di ossidazione dei minerali;
  • alterazione delle rocce;
  • dimensione delle particelle.

Per questo motivo l’ipotesi dell’ossidazione del ferro rappresenta una possibile spiegazione, ma non può essere considerata una diagnosi certa della cenere emessa oggi senza analisi dirette dei campioni.

Perché il colore risalta così tanto sulle automobili?

C’è anche un effetto visivo da considerare.

Quando la cenere molto fine si deposita su superfici chiare — come automobili bianche, balconi, terrazze o davanzali — anche una componente relativamente piccola di materiale rossastro può diventare particolarmente evidente.

Inoltre la granulometria della cenere può influenzare il modo in cui la luce viene riflessa, facendo apparire il deposito più marrone, rossastro o color ruggine.

Ogni granello racconta qualcosa del vulcano

La sabbia vulcanica che si deposita sulle nostre auto e sui nostri balconi non è soltanto un fastidio.

Ogni particella rappresenta un minuscolo campione del materiale coinvolto nell’attività dell’Etna.

Analizzandone forma, composizione, colore e dimensioni, i vulcanologi possono ottenere importanti informazioni sui processi che stanno avvenendo all’interno del vulcano.

La particolare tonalità osservata oggi è quindi un dettaglio interessante da seguire, ma sarà necessario attendere eventuali analisi scientifiche dei campioni per comprenderne con certezza l’origine.

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