Aggiornamento del 27 settembre 2026 — La situazione è in evoluzione e gli orari di riapertura possono essere ulteriormente modificati.
La cenere dell'Etna ha fermato nuovamente uno dei principali aeroporti italiani.
Dalla mattina di sabato 26 settembre l'Aeroporto internazionale Vincenzo Bellini di Catania-Fontanarossa è interessato dalla sospensione delle operazioni di volo a causa della presenza di cenere vulcanica in atmosfera e della direzione dei venti prevalenti.
Dopo le prime limitazioni, alle 09:42 del 26 settembre risultavano zero atterraggi e zero decolli. La sospensione è stata successivamente prorogata e, nell'ultimo aggiornamento disponibile, SAC ha comunicato lo stop di tutte le attività di volo in arrivo e in partenza fino alle 23:59 di domenica 27 settembre.
Prendendo come riferimento la comunicazione delle 09:42 del 26 settembre, si tratta di oltre 38 ore consecutive di operatività azzerata.
Ma cosa significa economicamente fermare per così tanto tempo un aeroporto delle dimensioni di Catania?
Abbiamo provato a stimarne l'ordine di grandezza.
> I numeri principali
>
> - oltre 38 ore di stop completo
> - circa 41.000 passeggeri al giorno movimentati normalmente nel mese di settembre
> - circa 267 movimenti aerei al giorno
> - oltre 65.000 movimenti-passeggero potenzialmente ricadenti nella finestra temporale dello stop
> - circa 425 movimenti aerei teoricamente previsti nello stesso intervallo
> - un impatto sul solo sistema aereo che, negli scenari più pesanti, può raggiungere diversi milioni di euro
>
> Attenzione: si tratta di una stima EtnaMonitor costruita su dati di traffico aeroportuale e benchmark EUROCONTROL, non di un bilancio ufficiale dei danni.
Quanto traffico gestisce normalmente l'aeroporto di Catania?
Per capire le dimensioni del fenomeno bisogna partire dai numeri dello scalo.
Nel solo settembre 2025, secondo i dati di traffico aeroportuale, Catania ha registrato:
- 1.233.977 passeggeri
- 7.998 movimenti aerei
Significa una media di circa 41.100 passeggeri e 267 movimenti aerei al giorno.
Il dato è coerente anche con i livelli di traffico più recenti: a luglio 2026 Fontanarossa ha movimentato circa 1,27 milioni di passeggeri in un solo mese.
Nel complesso, durante tutto il 2025, l'aeroporto di Catania ha superato 12,3 milioni di passeggeri.
Non stiamo quindi parlando soltanto di uno scalo locale.
Fontanarossa rappresenta una delle principali porte d'ingresso della Sicilia e un'infrastruttura fondamentale per turismo, mobilità dei residenti e collegamenti economici dell'intera Sicilia orientale.
Quanti passeggeri possono essere coinvolti?
Utilizzando settembre 2025 come riferimento stagionale, nelle circa 38 ore e 17 minuti comprese tra le 09:42 del 26 settembre e le 23:59 del 27 settembre ricadrebbero normalmente nell'ordine di:
circa 65.000 movimenti-passeggero
e
circa 425 movimenti aerei.
È necessario però fare una distinzione importante.
Questo non significa che 65.000 persone abbiano perso definitivamente il proprio viaggio, né che tutti i 425 voli siano stati necessariamente cancellati.
Un volo può infatti essere:
- cancellato;
- rinviato;
- dirottato verso Palermo, Comiso o altri aeroporti;
- riprogrammato nelle ore o nei giorni successivi;
- recuperato attraverso una diversa rotazione dell'aeromobile.
Il numero serve soprattutto a comprendere la quantità di traffico che una chiusura così lunga costringe il sistema a riorganizzare.
Ed è qui che iniziano i costi.
Quanto può costare cancellare un volo?
Per provare a costruire una stima possiamo utilizzare i valori pubblicati da EUROCONTROL, l'organizzazione europea per la sicurezza della navigazione aerea.
Nel documento *Standard Inputs for Economic Analyses*, EUROCONTROL stima il costo medio sistemico della cancellazione di un volo commerciale effettuata nel giorno stesso dell'operazione in circa:
20.930 euro per volo.
Il valore non rappresenta semplicemente il prezzo del biglietto perso.
Nel calcolo possono rientrare elementi come:
- assistenza ai passeggeri;
- perdita di ricavi;
- costi legati a equipaggi e catering;
- gestione dei bagagli;
- riprogrammazione operativa;
- perdita di valore legata al tempo dei passeggeri;
- effetti sulle successive rotazioni degli aeromobili.
EUROCONTROL fornisce inoltre valori differenti in base al tipo di aeromobile e alla compagnia.
Per un narrow-body da circa 189 posti utilizzato da una compagnia low-cost, ad esempio, il valore indicativo è nell'ordine di 18.570 euro per cancellazione, mentre per un aeromobile tradizionale da circa 180 posti il riferimento sale a circa 25.720 euro.
Il valore medio di 20.930 euro permette quindi di costruire una simulazione prudente e facilmente comprensibile.
La simulazione: da 2 a quasi 9 milioni di euro
Se nella finestra temporale della chiusura ricadessero circa 425 movimenti aerei, possiamo costruire quattro scenari puramente indicativi.
| Quota dei movimenti trasformata in cancellazioni | Voli circa | Costo equivalente stimato |
|---|---:|---:|
| 25% | 106 | ~2,2 milioni € |
| 50% | 213 | ~4,5 milioni € |
| 75% | 319 | ~6,7 milioni € |
| 100% | 425 | ~8,9 milioni € |
È proprio qui che bisogna evitare un errore.
L'Etna ha quindi provocato 9 milioni di euro di danni?
Non possiamo affermarlo.
Gli 8,9 milioni rappresentano lo scenario teorico nel quale praticamente tutti i movimenti normalmente previsti nella finestra temporale venissero assimilati a cancellazioni con un costo medio pari al benchmark EUROCONTROL.
La realtà è molto più complessa.
Una parte degli aeromobili può essere dirottata invece che cancellata. Altri collegamenti possono essere recuperati. Alcuni passeggeri possono partire il giorno successivo e alcuni costi operativi vengono evitati proprio perché il volo non viene effettuato.
Inoltre, essendo la cenere vulcanica un evento esterno alla compagnia, le regole europee relative alle compensazioni economiche ai passeggeri possono essere differenti rispetto a una cancellazione causata direttamente dal vettore.
Per questo EtnaMonitor preferisce parlare di ordine di grandezza dell'impatto economico sul sistema aereo, piuttosto che attribuire all'eruzione un numero preciso di milioni di euro di "danni".
Ciò che possiamo dire è che, per una chiusura di queste dimensioni, il costo complessivo della disruption può plausibilmente collocarsi nell'ordine di diversi milioni di euro.
E il trasporto aereo rappresenta soltanto una parte del problema.
Il conto non finisce all'interno dell'aeroporto
Un aeroporto non è un sistema isolato.
Ogni passeggero che non arriva o non parte nel momento previsto può generare conseguenze su decine di attività differenti.
Un turista che non riesce a raggiungere Catania può significare:
- una notte d'hotel cancellata;
- un'auto a noleggio non ritirata;
- un transfer saltato;
- un'escursione sull'Etna annullata;
- una prenotazione al ristorante persa;
- una giornata di vacanza sottratta al territorio.
Per chi invece rimane bloccato in Sicilia può verificarsi l'effetto opposto: una notte aggiuntiva in hotel, nuovi pasti, taxi e altri servizi acquistati localmente.
Esistono poi i costi sostenuti dagli aeroporti alternativi.
Quando un volo destinato a Catania viene dirottato verso Palermo o Comiso, ad esempio, bisogna gestire aeromobili e passeggeri in uno scalo differente da quello programmato e organizzare, in alcuni casi, trasferimenti terrestri aggiuntivi.
Il saldo economico complessivo diventa quindi estremamente difficile da calcolare in tempo reale.
L'effetto domino può arrivare molto lontano da Catania
C'è poi un elemento meno evidente.
Un aereo non effettua normalmente un solo collegamento al giorno.
Lo stesso aeromobile può volare, ad esempio:
Roma → Catania → Roma → Milano → Catania
Se una delle rotazioni viene interrotta, la compagnia deve modificare la posizione dell'aereo, gli orari degli equipaggi e le successive tratte programmate.
Una chiusura prolungata di Fontanarossa può quindi generare ritardi e cancellazioni anche su voli che non hanno apparentemente nulla a che fare con l'Etna.
È il cosiddetto effetto a cascata della rete.
Ed è uno dei motivi per cui il costo economico di una chiusura aeroportuale può crescere rapidamente con il passare delle ore.
Perché la cenere vulcanica è così problematica per gli aerei?
A prima vista potrebbe sembrare sorprendente che della "semplice cenere" possa bloccare completamente un aeroporto.
Ma la cenere vulcanica è costituita da particelle estremamente fini di materiale roccioso e vetroso.
Per un aeromobile può rappresentare un rischio significativo: può compromettere la visibilità, depositarsi sulle superfici e interferire con componenti e sensori e, in determinate concentrazioni, rappresentare un problema particolarmente serio per i motori.
Per questo il traffico aereo attorno a un vulcano attivo viene gestito con procedure e spazi aerei dedicati.
Nel caso di Catania il problema non dipende soltanto da quanto materiale viene emesso dall'Etna, ma anche da dove il vento lo trasporta.
Ed è esattamente ciò che rende Fontanarossa particolarmente vulnerabile.
Non serve necessariamente una gigantesca eruzione
L'aspetto forse più interessante di questo episodio è proprio questo.
Non è necessario assistere a uno dei grandi parossismi spettacolari dell'Etna per provocare conseguenze pesanti sul sistema aeroportuale.
Durante questa fase l'attività ha prodotto un'emissione di cenere dal settore sommitale, con una nube vulcanica arrivata a circa 4 chilometri di quota.
Quando i venti trasportano la componente più fine della cenere verso sud e verso l'area di Catania, anche un'attività apparentemente meno spettacolare può diventare estremamente rilevante dal punto di vista aeroportuale.
In altre parole:
> l'impatto di un'eruzione non dipende soltanto dalla sua intensità, ma dall'interazione tra vulcano, atmosfera e territorio.
Un'infrastruttura da oltre 12 milioni di passeggeri ai piedi dell'Etna
Catania ha chiuso il 2025 con 12.369.485 passeggeri.
Un numero che rende evidente quanto Fontanarossa sia strategico.
L'aeroporto permette a milioni di turisti di raggiungere rapidamente la Sicilia orientale e collega Catania con alcune delle principali città italiane ed europee.
La sua vicinanza all'Etna rappresenta contemporaneamente un elemento straordinario del territorio e una vulnerabilità infrastrutturale con cui la Sicilia convive da decenni.
Ogni lunga chiusura rende evidente quanto questa relazione abbia anche un valore economico.
Quanto costerà davvero questa chiusura?
Per conoscere il conto reale bisognerà attendere la conclusione dell'emergenza e conoscere almeno:
- numero definitivo di voli cancellati;
- voli dirottati;
- voli riprogrammati;
- passeggeri effettivamente coinvolti;
- durata finale della chiusura;
- costi sostenuti dalle compagnie;
- effetti sugli aeroporti alternativi;
- conseguenze per turismo e attività economiche locali.
Solo allora sarà possibile tentare una valutazione molto più precisa.
Ma i dati disponibili permettono già di comprendere l'ordine di grandezza.
In poco più di un giorno e mezzo di chiusura possono essere coinvolti oltre 65.000 movimenti-passeggero e più di 400 movimenti aerei.
E utilizzando i benchmark economici europei, la disruption sul solo sistema dell'aviazione può facilmente assumere una dimensione di diversi milioni di euro.
Un costo che non rimane confinato alle piste di Fontanarossa, ma si propaga tra compagnie aeree, passeggeri, hotel, autonoleggi, trasporti, attività turistiche e imprese dell'intera Sicilia orientale.
L'Etna è una delle più importanti risorse naturali e turistiche della Sicilia.
Ma episodi come quello di questi giorni ricordano anche l'altro lato della convivenza con uno dei vulcani più attivi al mondo.
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Nota metodologica
Le stime presenti in questo articolo sono state elaborate da EtnaMonitor utilizzando i dati di traffico aeroportuale relativi a settembre 2025 e i valori standard pubblicati da EUROCONTROL per il costo economico delle cancellazioni.
Il numero di passeggeri e movimenti interessati è ottenuto rapportando il traffico medio del periodo alla durata della sospensione.
Le cifre non costituiscono una quantificazione ufficiale dei danni economici e non implicano che tutti i voli teoricamente previsti siano stati cancellati.
L'obiettivo è fornire un ordine di grandezza dell'impatto potenziale della chiusura aeroportuale.
Fonti
- SAC — Società Aeroporto Catania, comunicazioni operative del 26 e 27 settembre 2026
- Assaeroporti — dati di traffico aeroportuale
- EUROCONTROL — Standard Inputs for Economic Analyses, Edition 10
- ANSA — aggiornamenti sull'attività dell'Etna e sulle restrizioni aeroportuali
